È stata arrestata ieri a Parigi la brigatista italiana Marina Petrella. Faceva parte dell' elenco dei dodici militanti di estrema sinistra dei quali l'Italia aveva chiesto l'estradizione alla Francia nell' ottobre 2006. A darne l’annuncio è stato il ministero della giustizia francese, l' arresto è avvenuto ieri nel dipartimento di Val d' Oise, periferia a nord di Parigi. Marina Petrella era latitante dal 1993, fu inizialmente condannata a 14 anni di reclusione, trasformati poi in appello all’ ergastolo, per il processo Moro-Ter, per le azioni compiute dalle Brigate Rosse tra il1977 e il 1982 a Roma. Ma è già fuggita in Francia dove può contare sull'appoggio della folta comunità dell'eversione rossa accolta a Parigi con la benedizione della 'dottrina Mitterand'.
La donna era sposata con il brigatista Luigi Novelli e successivamente legatasi ad un algerino dal quale ha avuto anche una figlia. Prima di confluire nel 1976 nella colonna romana delle Brigate Rosse, la Petrella, sorella del brigatista Stefano, era impiegata come segretaria in una scuola. Il blitz è scattato nella notte di ieri, alla vigilia del compleanno della “primula rossa”, che giovedì compie 53 anni. La brigatista è stata trattenuta, secondo quanto affermato delle autorità d'Oltralpe, in virtù di un mandato d'arresto provvisorio emesso dalle autorità italiane. La donna comparirà oggi stesso davanti al tribunale di Pontoise, che le potrebbe notificare lo stato di fermo, come previsto dalla procedura d'estradizione, su richiesta delle autorità italiane.