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Thu 09 September 2010 15:14:15

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Direttore: Bernardo Ferro
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Il Partito dei Pedofili PDF Print E-mail
(4 voti)
Written by Bernardo Ferro   
Tuesday, 14 August 2007

NON AVETE BISOGNO DI CERCARLO IN OLANDA, ce lo avete sotto il naso. Lo trovate tutte le domeniche quando andate in una delle sue sedi distaccate. E’ il più grande partito pedofilo del mondo, ramificato in tutto il pianeta, con migliaia di piccole vittime, specializzato nella protezione dei suoi membri. Dal presidente all’ultimo iscritto, quando un membro è accusato di pedofilia tutti fanno quadrato per sottrarlo alla giustizia. Le piccole vittime? Che si arrangino, è un problema che non li riguarda, il Partito si preoccupa soltanto della propria sopravvivenza.

PATRIZIA E SILVANA, DUE MAESTRE di Rignano Flaminio (Roma) che a tempo perso insegnano la dottrina del Partito in una sede, sono accusate di avere organizzato sedute di pedofilia con ripugnanti pratiche imposte a bambini di tre o quattro anni. Le prove sono schiaccianti, i bambini hanno fatto disegni inequivocabili, ma il segretario di sezione Erri Rocchi mette subito le mani avanti accusando le malelingue di essersi inventate tutto. La reazione è emblematica perché, in tutti gli innumerevoli casi di pedofilia, non se ne ricorda uno sola in cui il Partito abbia denunciato il colpevole o almeno non abbia tentato d’intralciare l’opera della giustizia. Davanti a ogni crimine la parola d’ordine è una sola: negare, negare, negare. Quando scoppia lo scandalo della succursale americana, il Partito fa quadrato per proteggere i colpevoli e manifesta una complicità totale. Un membro è accusato in America? Il Partito lo trasferisce in Italia. Un membro è accusato in Italia? Il Partito lo trasferisce in America. Un membro nigeriano accusato di pedofilia nel suo paese è stato recentemente arrestato in Italia per lo stesso crimine. Grazie al Partito, ha potuto colpire ancora.

NEL 1998 IL PRESIDENTE WOJTYLA, oggi defunto, si oppone con tutte le sue forze alla rimozione di Groer, un capo sezione austriaco accusato di violenze sui bambini e solamente sotto la pressione delle famiglie delle vittime finisce per promuoverlo alla sezione di Vienna, ovviamente per permettergli di violentare altri bambini. L’attuale presidente Ratzinger ha controfirmato "Crimen Solicitationis", un documento redatto nel 1962 dal vicesegretario Alfredo Ottaviani e approvato dall’allora presidente Angelo Roncalli in cui si minaccia la radiazione immediata a qualunque membro riveli gli affari di pedofilia del Partito. Il segreto è imposto non soltanto al colpevole, ma anche alla vittima. Entrambi devono promettere solennemente “di mantenere il segreto, pena la radiazione”. Si ordina ai segretari regionali di effettuare le inchieste “nel più grande segreto” e “in un silenzio perpetuo”. La descrizione degli atti da nascondere dà un’idea di quello che fanno i membri per passare il tempo: “aggressione sessuale commessa da un membro”, “aggressioni su bambini dei due sessi, atti compiuti su animali”. IL PROBLEMA È CHE i membri di questo partito hanno spesso la doppia tessera. Sono presenti in tutti i partiti italiani, occupano molti posti chiave nell’ambito del governo e pretendono d’imporre la loro morale sessuale.

Dragor


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  Commenti (2)
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 1 Scritto da Laura, il 30-09-2007 21:14
La pedofilia “al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, 
non può essere considerata un reato” Daniele Capezzone (5/12/2000)
 2 Bonini e la storia tra adulti
Scritto da anonimo, il 20-09-2007 23:22
Uno dei migliori giornalisti di Repubblica e una storia di abusi sessuali a danno di un numero imprecisato di bambini. 
 
Inizia partecipando al dramma di chi il dramma lo sta vivendo. Chiude il suo primo articolo constatando con mestizia che si tratta di una storia tra adulti. Poi, all’improvviso, viene folgorato da un’intuizione: le indagini sono state fatte male. Già, perché se fossero state fatte bene, le indagini, forse si sarebbe trovata qualche foto raccapricciante nei computer, si sarebbero potute intercettare telefonate compromettenti tipo: “a che ora li facciamo uscire dalla scuola per abusarli?”, 
si sarebbero potuti trovare decine di testimoni che, spontaneamente, si sarebbero presentati ai carabinieri per dire:”Sì, io l’ho vista per strada con sei bambini. Indossava una gonna blu e aveva una camicetta a fiori. No, la marca della borsa non la ricordo, però so il suo nome e il suo indirizzo”. 
Poi , si trova per caso a visionare spezzoni dei video girati dai genitori (in possesso solo della difesa) e ne ordina subito la trascrizione. Non si domanda, il giornalista, se vedere uno spezzone di un video amatoriale e disperato, possa falsare il giudizio o ledere qualcuno. Lui fa il suo lavoro, e pubblica la trascrizione, demolendo pezzo per pezzo i suoi autori, i suoi interpreti. Persone disperate che, per essere credute dai carabinieri, avevano cercato di fornire un documento di quanto raccontavano i loro bambini. Sono solo tre i video dei genitori, ma sembrano mille. Non sono stati fatti per incriminare qualcuno, ma per chiedere aiuto. Bonini, però, fa il suo lavoro. Poi , nella fase che precede l’incidente probatorio, Bonini torna ad occuparsi d'altro. I pelouches strusciati addosso dalla prima bambina nell’incidente probatorio, non devono suscitare una grande impressione nel giornalista Bonini, che tace. Poi, dopo il pronunciamento della Cassazione sulle scarcerazioni di maggio, Bonini trova per caso il cd dell’incidente probatorio o la sua trascrizione rimasta per errore sul tavolino di un bar del centro. E qui il giornalista torna a ruggire. Pubblica la trascrizione inframmezzata dai suoi commenti. Il giornalista- psichiatra e si avventura in analisi accurate delle parole della bambina quando racconta che "al castello c’è andata ieri notte". Dice Bonini: “Se "ieri" è una risposta "impossibile", "ieri notte" lo è ancor di più, perché i bambini si vogliono abusati in pieno giorno, sottratti alle loro classi durante la giornata scolastica.” Il neuropsichiatria infantile Bonini non sa che a cinque anni “ieri” è il passato, qualunque passato e la notte può anche essere una stanza buia, un ricordo buio, o solo un modo di dire. Ma non importa, tanto non lo licenzierà nessuno perché anche i giornali sono una “storia tra adulti” e, tra loro, gli adulti si capiscono perfettamente.

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