L'operazione "Trinity" ha visto coinvolta l'Interpol, la polizia tedesca e quella italiana: "unico modo per affrontare un problema globale". 43 le perquisizioni in tutta al penisola, 7 le utenze intestate a enti pubblici e privati. Lo sviluppo delle indagini porterà all'identificazione degli utenti che hanno scaricato il materiale. Il fine delle indagini è di trovare i bambini sfruttati e gli autori dei video che sono stati preventivamente sostituiti dalla polizia tedesca con dei file vuoti.
Dal computer dell'ufficio scaricavano video pornografici che vedevano coinvolti minori anche di soli dieci anni. Una rete di presunti pedofili è stata sgominata dalla polizia postale italiana, in collaborazione con i colleghi tedeschi e l’Interpol. L’operazione “Trinity”, denominata così proprio per il concorso dei tre diversi soggetti investigativi, ha portato stamane a 43 perquisizioni in 15 regioni della penisola. L’ipotesi di reato è detenzione di materiale pedopornografico o tentativo di detenzione, nel caso in cui gli utenti abbiano scaricato i file 'vuoti' che la polizia tedesca ha tempestivamente sotituito agli originali una volta scoperti i server dove si trovavano i video. Nell’operazione sono coinvolti 4 ‘utenti’ siciliani: uno a Palermo (che ha scaricato il materiale da un pc di un ente pubblico), uno a Catania, Messina e Siracusa. Le investigazioni della polizia dovranno ora accertare chi, effettivamente, ha scaricato il materiale pedopornografico. Dovranno individuare le persone. La rete: Come per ogni storia che riguarda pedofili on-line, tutto ha inizio in un forum, su un sito registrato in un server russo. Gli utenti si scambiavano informazioni sugli indirizzi internet dove recapitare il materiale pedopornografico. È stata l’interpol ha intervenire segnalando alla polizia tedesca che i link (cioè gli ipertesti che portano direttamente all’indirizzo internet) portavano su server depositati in Germania. Così le forze dell’ordine tedesche sono riuscite a intervenire in via preventiva, sostituendo i file originali, che mostravano violenze sessuali ai danni di bambini anche di dieci anni, con file di eguale dimensione ma vuoti. Sono stati rintracciati gli "ip"(gli indirizzi dei computer che hanno scaricato il materiale) e sono stati trovati 43 persone italiane. A quel punto gli agenti tedeschi ha trasmesso le informazioni al servizio di polizia postale e delle comunicazioni di Roma che ha coordinato in ambito nazionale gli accertamenti, affindandone lo svolgimento al compartimento di Palermo. Le indagini sono state dirette dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo e dal sostituto Adriana Blasco della procura della Repubblica di Palermo. I soggetti coinvolti “rischiano la denuncia in caso di detenzione o di tentativo di detenzione, il discorso è diverso se lo sviluppo delle indagini accerterà che il materiale è stato condiviso o trasmesso ad altre persone”, ha detto il procuratore Blasco in conferenza stampa. La difficoltà di queste tipo d’indagini, secondo il compartimento della polizia postale e delle comunicazioni di Palermo, è nel riuscire a individuare esattamente chi sono gli utenti che hanno scaricato il materiale, considerato anche il fatto che, in 7 dei 43 casi, le utenze sono intestate a degli enti che sono estranei a ipotesi di responsabilità. Diverso il caso delle utenze private dove, secondo l’esperienza maturata, solitamente sono gli stessi utilizzatori a farsi avanti di fronte alla perquisizione della polizia. Particolari: Tutto il materiale era scaricabile gratuitamente e per visionarlo bastavano i comuni programmi di lettura video. L’interpol ha segnalato alle autorità russe la presenza del forum che ha dato input alle indagini. I video erano scene di 10-15 minuti e sembrerebbero girati con criteri professionali. I bambini coinvolti avevano sia tratti asiatici che europei. Il fine ultimo delle indagini è quello di individuare i bambini maltrattati e gli autori dei video. Andrea Cottone