• Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
1922criminalmagazine.info
Sat 04 September 2010 00:21:16

www.1922lasegretissima.com
Direttore: Bernardo Ferro
Home arrow News arrow Criminologia arrow L’omicidio di Meredith Kercher: alla ricerca di un “perché” sociologico
L’omicidio di Meredith Kercher: alla ricerca di un “perché” sociologico PDF Print E-mail
(15 voti)
Written by Elisa Tricarico   
Friday, 17 October 2008

Raccontare chi era Meredith Kercher potrebbe apparire pressoché inutile. La maggior parte degli italiani conosce bene il profilo di questa ragazza, a causa della sua terribile uccisione. Come in tutti i casi di omicidio, ancor più se particolarmente efferati e ambientati in uno sfondo in cui si intrecciano personaggi ambigui, con personalità sfaccettate, l’attenzione e la curiosità di conoscere tutti i risvolti della vicenda sembra quasi una puntata di una soap opera.

Talvolta il confine tra realtà e fantasia è molto sottile, in quanto la continua esposizione a messaggi mediatici comporta una sorta di alterazione della percezione individuale e sfocia spesso in false convinzioni. Per esigenze espositive, Meredith era una studentessa inglese di 22 anni che si trovava a Perugia per partecipare a un corso post-laurea relativo al progetto Erasmus (esperienza ormai tanto diffusa tra i giovani studenti). Il 2 novembre 2007 è stata trovata morta nell’appartamento che condivideva con due ragazze.

Il corpo era in camera sua riverso sotto il materasso e la stanza era chiusa dall'interno. La vicenda di questa ragazza si tinge subito dei colori di un vero e proprio giallo, con una serie di persone che ruotano attorno a lei e che sembrano far parte di un gioco di società come Cluedo (una specie di “gioco del delitto”). L’omicidio è avvenuto a Perugia, capoluogo della Regione Umbria, celebre città d'arte ricca di storia e monumenti, fulcro culturale, economico e meta di numerosi turisti e studenti. Infatti, è la sede di una delle più antiche Università degli Studi della penisola oltre che della maggiore Università per stranieri d'Italia.

In questa città, tuttavia, si respira un’aria insolita, quasi misteriosa, con edifici fatiscenti che risalgono al medioevo e delle stradine strette e buie che di notte infondono un certo timore. Fino ad ora c’è una vittima, un luogo e un’arma, che inizialmente gli investigatori non trovano sulla scena del delitto e che solo successivamente identificano con il coltello di Raffaele Sollecito, uno dei tre indagati per l’omicido di Meredith. Le indagini si concentrano quasi immediatamente su l'ex inquilina della vittima, l'americana Amanda Knox, lo studente di Giovinazzo, Raffaele Sollecito (il quale intratteneva una relazione con Amanda) e l'ivoriano Rudy Hermann Guede. Tutti e tre i giovani hanno sempre sostenuto la loro innocenza dichiarandosi estranei al delitto. Oltre a loro viene inizialmente arrestato il musicista congolese Patrick Lumumba Diya, poi prosciolto. A quasi un anno dall'omicidio di Meredith, qualche settimana fa era prevista l'udienza preliminare davanti al gup di Perugia.

Secondo l’acccusa, che ha chiesto il rinvio a giudizio per omicido volontario, la ragazza sarebbe stata violentata e uccisa per “futili motivi” da Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede. Quest’ultimo ha richiesto e ottenuto di avvalersi del rito abbreviato (che consente la definizione del procedimento allo stato degli atti e che per questa speditezza permette all’imputato di ottenere, in caso di condanna, uno sconto di un terzo della pena). I giovani, inoltre, sono accusati del furto di circa 300 euro, di due carte di credito e di due telefonini appartenuti a Meredith. Ad Amanda e Raffaele i pm contestano poi il possesso abusivo di arma da taglio e la simulazione di reato, riferendosi alla messa in scena del tentato furto con la rottura della finestra della camera di una delle inquiline dell'appartamento.

Per ora i tre indagati rimangono in carcere. In questa sede poco importa fornire argomentazioni a favore o sfavore degli indagati, in quanto il vero problema di questo caso è il “perché”, e non tanto il chi, quando, dove, cosa, poiché gli elementi probatori sembrano comunque essere piuttosto rilevanti e sono oggetto di costante verifica da parte degli inquirenti. Il contesto in cui si è consumato il delitto di Merdith ci deve riportare a considerazioni più generali sullo stile di vita e sui mutamenti sociali che caratterizzano il mondo giovanile. I ragazzi di oggi mostrano grandi difficoltà a costruirsi un'identità propria e sociale stabile e coesa, a causa di una sempre crescente incertezza del sistema valoriale ed etico di riferimento. Per questi motivi, molti adolescenti e giovani sono alla ricerca esasperata di stimoli intensi, di sensazioni forti e sovente presentano una sorta d’insensibilità alle gratificazioni della quotidianità.

La soglia di gratificazione sempre più alta, la scarsa capacità di provare piacere rende molti giovani annoiati, incapaci, per di più, di saper dilazionare la fruizione degli oggetti desiderati. Solo le attività “a rischio”, straordinarie e pericolose, risultano degne d’attenzione. Tra questi giovani non è raro incontrare soggetti che esibiscono comportamenti molto rischiosi per la vita, disturbi più o meno gravi del rapporto con la realtà, isolamento con atteggiamenti antisociali e disturbi del controllo degli impulsi (sessuali e non). Talvolta si evidenziano forti difficoltà a comunicare, a stabilire relazioni affettive, ad esprimere o a comprendere stati emotivi, il tutto inserito in una sorta di “deserto emozionale”. In alcuni casi si registra una sostanziale incapacità ad assumersi qualsiasi responsabilità rispetto alle conseguenze delle proprie azioni e spesso questa carenza porta ad una serie di dipendenze: dal denaro, che costituisce il raggiungimento di uno status sociale elevato; dal successo, che diventa uno “scopo culturale” (R. K. Merton, 1969); dalla cura estrema del proprio corpo; dall’abuso di sostanze stupefacenti e alcool (visti come strumenti di potere, fine a se stessi, nei confronti della società e del gruppo dei pari).

Tutto ciò per dire che il caso di Meredith è, purtroppo, rappresentazione di un disagio giovanile che deve essere analizzato in una prospettiva macro-sociale, e, quindi, non solo soffermandosi sul profilo psicologico degli indagati. Non dimentichiamo il contesto in cui si è consumato il delitto: il mondo universitario.

Frequentare l’università è sempre stato un simbolo di status sociale, luogo di incontro, di scambio culturale, di ricerca scientifica, di evoluzione, di apertura mentale. Negli ultimi anni, invece, si è troppo spesso trasformata in un luogo di trasgressione, di divertimento senza freni, senza regole. Quasi come se si fosse perso di vista lo scopo stesso dell’università. Per ora non c’è nessun condannato. Tanti indizi, tanti lati oscuri, tante certezze o incertezze più o meno scientificamente oggettive e comprovate.

Come nella maggior parte dei casi giudiziari le vittime rimangono sullo sfondo, forse perché si crede che la morte porti via con sé anche l’essenza della vita di chi non c’è più. Invece quella rimane e si esprime, forse, con il rispetto e il ricordo.

E se la verità giuridica non vince sempre, quella che c’è dentro ognuno di noi sì…vince sempre.


Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 2694

  Lascia il primo commento!
Commenti RSS

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.

Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6
AkoComment © Copyright 2004 by Arthur Konze - www.mamboportal.com
All right reserved

Last Updated ( Friday, 17 October 2008 )
 
< Prev   Next >
 

Ultimi commenti

Investigatori Privati IGNORANT...
HA RAGIONE FORTUNATO
Il Proff. Fortunato ha ragione: guardate i siti, i siti inte...
15/02/10 13:19 Leggi
Da Stefano Buosi

Rignano Flaminio: L'Asilo degl...
Rinviati a giudizio
ROMA - Il gup di Tivoli, Pierluigi Balestrieri, ha disposto ...
12/02/10 15:49 Leggi
Da Andrea

Investigazione: Corsi di Forma...
Apprendo stamattina che il vice presidente della federpol, ...
07/02/10 08:03 Leggi
Da Andrea

Quale agenzia? RISPOSTA
INVESTIGATORE PRIVATO
Quanto ha scritto Stefano è giustissimo: troppo spesso gli i...
18/08/09 16:16 Leggi
Da Stefano Buosi